Ubu Rex

regiaEnrico Casale
in scena: Alessandro Cecchinelli, Sara Battolla, Davide Faggiani. Simone Biggi, Raffaele Briganti, Daniele Cappelletti, Ino Cecchinelli, Rossana Crudeli, Chiara De Carolis, Giovanni Franceschini, Emanuele Cucurnia, Paolo Turini.
Scenografie Alessandro Ratti e Officina Teatro De Carolis
Datore Luci Daniele Passeri
Suono Andrea Cerri
Costumi Rossana Crudeli, Davide Faggiani con Cristiana Suriani

*PRESENTAZIONE RADIO RAI 3* A PIAZZA VERDI

RASSEGNA STAMPA E RECENSIONI

DOSSIER

I dodici attori danno vita allo spettacolo in un tappeto nero (il mondo intero), esattamente riprodotto da un fondale che lo replica a specchio. Tutto è a vista, ognuno può entrare e uscire da questo spazio scenico, tranne Ubu. Gli attori cambiano indumento e personaggio fuori da questo mondo-prigione e rientrano per partecipare alla follia e ai giochi (spesso al massacro) di Ubu. La costruzione delle sequenze, scandite da forti alternanze tra la luce e il buio, è scenograficamente affidata a sei moduli praticabili, che, di volta in volta, formano le architetture e gli ambienti più disparati (parti emerse dal tappeto come suoi prolungamenti a più dimensioni, figli, come il fondale, della stessa matrice originaria). Ogni personaggio indossa una tuta nera, interamente aderente e smanicata, che evidenzia il corpo in tutte le sue forme: gli attori sono dunque come nudi e pronti ad indossare i loro personaggi. I corpi, esposti nella loro immediata inermità, sono indifesi come quelli di mimi incapaci. A seconda delle necessità dell’azione drammatica, alla tutina-base si applicano i vari costumi. La dinamica dello spettacolo si sviluppa in crescendo, anche a livello scenografico: dall’essenzialità iniziale (due persone in scena), sino al finale, ridondante e barocco, ricolmo di oggetti, dove tutto il mondo di Ubu viene risucchiato dal fondale specchio: si apre per accogliere la Fine di lui, uomo ormai inutile a se stesso, in quel mondo, ma pronto a devastarne altri.

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